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Media Valle del Serchio e Garfagnana

Da Lucca, attraversato Ponte a Moriano, dalla Statale 12 o dalla Provinciale "Ludovica" - così chiamata da Carlo Ludovico di Borbone, che la fece realizzare per un più veloce collegamento con i Bagni alla villa (oggi Bagni di Lucca) ci si addentra nella Media Valle del Serchio tra colline verdeggianti, gole profonde e vasti pianori intervallati da antichi borghi che serbano intatto il loro fascino. Il primo di questi, Borgo a Mozzano si trova poco prima del Ponte della Maddalena, incredibile, magnifica struttura medievale, vero simbolo della Valle, conosciuto, anche come Ponte del Diavolo per la leggenda sulle sue origini. Nei documenti la Rocca di Mozzano è citata per la prima volta net 1180, come proprietà dei Soffredinghi, signori feudali. Conquistata ne[ secolo successivo da Lucca, divenne progressivamente uno dei centri più importanti della Media Valle. La porzione più antica del paese si articola intorno a palazzi medievali, alcunii appartenuti ad illustri famiglie come i Castracani e i Guinigi. La parrocchiale di S.Jacopo, è dotata di una torre imponente; all'interno, un fonte battesimale del 1590, vari arredi sacri del sec. XVI e gruppi di scuola robbiana. Degno di nota anche il convento di S. Francesco, con la bella chiesa barocca e l'elegante chiostro cinquecentesco. A Borgo a Mozzano si tengono anche manifestazioni di un certo rilievo, come la Biennale dell'Azalea, mostra mercato che si svolge in aprile, e la Sagra del Baccalà Norvegese, organizzata ogni primo maggio nella frazione di Anchiano in collaborazione con la città norvegese di Aalesund. Attraversato il Serchio, lungo la Statale 12, si giunge a Bagni di Lucca, antica cittadina termale nota nei documenti fin dal 1284, posta alla confluenza del torrente Lima con il fiume Serchio. Adagiata tra i monti dell'Appennino Tosco-Emiliano, a soli 152 metri s.l.m, la stazione climatica è considerata una vera oasi per la mitezza del clima e per la cordialità degli abitanti. Bagni di Lucca conobbe un periodo di grande splendore nell'800, quando Carlo Ludovico di Borbone, frequentatore assiduo dei "bagni", vi attirò personalità di rilievo. Fortissime le presenze da tutta Europa: Byron, Shelley, Heine, Lamartine, i coniugi Browning, Alexandre Dumas, Strauss, Liszt, ma anche dall'Italia giungevano politici, regnanti, perfino papi. Tracce di questo glorioso periodo si ritrovano nei monumenti collegati con la vita dette Terme, comela Chiesa e il Cimitero Inglese, l'Ospedale Demidoff, il Ponte delle Catene opera del Nottolinii che collega a nord il territorio del comune con quello di Borgo a Mozzano, il Casinô, dove per la prima volta in Europa si giocò alla roulette, il Circolo dei Forestieri. Nei paesi vicini abbondano splendide chiese e pievi romaniche: a Benabbio, a S. Pietro a Corsena, a Vicopancellorum, a Casabasciana, a S. Cassiano di Controne, a Montefegatesi. Alle spalle di Bagni di Lucca, oltre Montefegatesi, incombe l'Orrido di Botri, le cui pareti a picco formano un profondo canyon naturale attraversato da[ torrente Marianna. Dall'orrido si ridiscende verso Coreglia Antelminelli, raggiungibile anche dalla Strada Regionale della Garfagnana. Antico feudo dei Rolandinghi, signori della bassa Garfagnana, venne trasformato in roccaforte dagli Antelminelli di Ghivizzano, da cui successivamente prese il nome. il nucleo centrale di Coreglia conserva ancora in parte l'aspetto della fortezza medievale. Di un certo valore le due chiese romaniche di S. Martino (sec. IX) e di S. Michele (sec.XlI), l'imponente torre campanaria dell'Xl secolo ed il Forte. Coreglia merita una visita anche solo per il particolarissimo Museo della Figurina di Gesso e dett'Emigrazione, ospitato nel bel Palazzo Vanni, che espone la storia e l'attività dei "figurinai", artigiani-emigranti di questi luoghi che, di padre in figlio, hanno tramandato fino ai nostri giorni l'arte del gesso. Busti di filosofi greci e romani, di re, imperatori, personaggi mitologici e grandi celebrità della musica, dell'arte e della letteratura, riproduzioni di animali: sono oltre mille gli esemplarii di gesso esposti nel museo. L' uso di lavorare il gesso ebbe origine a Coreglia Antelminelli tra il XVI ed il XVII secolo. Da allora questa attività acquistò sempre maggiore importanza fino a diventare la principale occupazione della popolazione locale. Iniziò cos'i quel fenomeno dell'emigrazione di massa inscindibilmente legato alla produzione ed alla vendita ambulante della figurina di gesso che si verificò soltanto nella ristretta area geografica della Media Valle del Serchio e della Va[ di Lima. L'ultimo comune della Media Valle è Fabbriche di Vailico, net Parco Naturale delle Apuane, in mezzo a boschi e selve di castagni, vicino a un ampio lago artificiale. La storia di questo paese è legata a[ trasferimento di una numerosa colonia di fabbri bergamaschi che si insediarono nella zona intorno ai XIV secolo. Tra gli edifici di un certo interesse, si ricordano la chiesa di S. Jacopo e, a Vallico Sotto, il comptesso architettonico che fa capo alla Piazza della Chiesa, con Io stupendo trittico della Madonna con Bambino e Santi, mentre a Vallico Sopra la chiesa romanica di S. Michele. Ritornando sulla Strada Regionale delta Garfagnana, in pochi minuti si raggiunge Barga. AI centro delta Media Valle del Serchio, Barga ha conservato il suo aspetto di bellissimo borgo medievale con strette strade tortuose. La ripida via del Pretorio conduce al Duomo, dedicato ai SS. Jacopo e Cristoforo, che domina tutto l'abitato. La primitiva costruzione è precedente al Mille; il Romanico è evidente nei capitelli e negli architravi scolpiti in unico blocco di pietra e ricchi di simboli medievali. Sopra la porta laterale è il fregio più famoso, detto "L'Agape", attribuito a Biduino. All'interno bellissime sono le scutture del pulpito, ricco di intarsi marmorei, attribuito al comasco Guido Bigarelli (intorno al sec. XIII). Da segnalare le terrecotte robbiane che ornano la Cappella del Sacramento. Nei pressi di Barga, a Castelvecchio Pascoli, si trova la casa dove Giovanni Pascoli visse dal 1895 al 1912. Il poeta scelse questo luogo per la bellezza del paesaggio, i silenzi, il verde; qui è sepolto vicino alla sorella Maria, nella cappella adiacente la villa. Nella casa sono raccolti manoscritti, diplomi e libri del poeta. A Barga ogni anno, a settembre, si tengono le Letture Pascoliane, pubblicatee poi nei "Quadernii Pascoliani"': Da segnalare le numerose manifestazioni culturalii e folcroristiche, fra cui il suggestivo "Presepe Vivente", che si svolge a dicembre nel centro storico di Barga. Provenendo da Lucca lungo la Strada Regionale delta Garfagnana, al Ponte di Campia, dove finisce la Media Valle, inizia la Garfagnana, che de fino al valico di Carpinelli, al confine con la Lunigiana, e fino ai passi di Pradarena e dette Radici in direzione di Reggio Emilia e Modena. Il primo comune che si incontra risalendo la via Ludovica è Gallicano, situato quasi di fronte a Barga, ma sulla sponda opposta del Serchio. Un borgo antico, in cui si riconoscono ancora tracce dell'impianto romano su cui originariamente fu edificato. Estremamente attivo nell'artigianato e nell'industria, da sempre è riuscito a sfruttare al meglio le risorse del territorio circostante ed in particolare le acque del fiume Turrite e del Serchio, e le miniere di ferro del vicino massiccio delta Pania. Proprio a Gallicano, verso la fine del sec. XIV, sembra che sia sorta una dette prime industrie di armi da fuoco d'Italia. Dal punto di vista artistico, Vedificio più importante è la Pieve di S. Jacopo, posta in alto rispetto al centro abitato; costruita forse già prima del Mille, conserva moite opere di pregio, tra cui una grande pala di terracotta di scuola robbiana. Inoltrandosi verso l'interno, con una breve deviazione in direzione sud-ovest si giunge a Vergemoli, di antiche origini, che mantiene nel complesso l'aspetto di un castello dotato di una chiesa romanica e palazzi cinquecenteschi. Dalla frazione di Fornovolasco si può raggiungere I'Ererno di Calomini, particolare santuario-grotta, posto a strapiombo sulla vallata delta Turrite. Ledificio penetra nella grotta per atmeno 15 metri e la sacrestia risulta letteralmente scavata nel macigno. Vergemoli è inserito in un contesto molto suggestivo: è circondato dai monti delta Pania e dal Monte Forato, e il sottosuolo, ricco di grotte, è il paradiso degli speleologi. La più famosa è la Grotta del Vento, anch'essa nei dintorni di Fornovolasco, il cui nome deriva dal forte vento che spira al suo ingresso. Tornati sulla via principale, superato Gallicano si giunge a Molazzana, antico centro il cui nome compare per la prima volta net 1105. Terra di confine, fu sempre al centro di contese e conflittii tra Lucca e gli Estensi, ed ancora oggi abbondano tracce importanti di quel burrascoso passato. Una dette più famose è senz'altro la fortezza di Cascio, fatta erigere net 1615 da Alfonso 111, di cui rimangono due porte, un ampio tratto di mura e alcune torri; da quella più a valle si gode un ampio panorama sulla Media Valle del Serchio e su Barga. Una delle tradizioni folcloristiche più sentite di Molazzana è il "Tiro, delta Forma", antichissimo gioco, ancora praticato in questo borgo, che consiste nel lanciare una forma di formaggio pecorino stagionato su di una pista in terra battuta; vince chi riesce a coprire la maggiore distanza. Appartiene al comune di Molazzana il Gruppo delle Panie, il più affascinante delta catena apuana. Riattraversando di nuovo il Serchio, è d'obbligo una sosta a Fosciandora, paese d'origine quattrocentesca, le cui frazioni sono tutte situate in coltina, lungo una strada panoramica che sale con ripida pendenza e dalla quale s'intravedono i castelli di Perpoli, Palleroso e Fiattone. il piccolo centro mantiene ancora il suo aspetto medievale, con il castelto, la chiesa e la torre. Molte le manifestazionii estive, come il pellegrinaggio al santuario di Stella di Migliano e la festa detta "dell'emigrante turista" nella villa Moscardini. A pochi chilometri da Fosciandora, alla confluenzaa tra il Serchio e la Turrite Secca, dove uno sbarramento idroelettrico crea un tago artificiale, si trova Casteinuovo di Garfagnana. Capoluogo della valle, oltre che punto obbligato di transito, è un centro ricco di fascino e di storia. Le prime notizie documentate di questo luogo risalgono all'anno 740, quando Castelnuovo era ancora un piccolo villaggio. Un secolo dopo, nell'872, la città possedeva già mura castellane. Secondo la tradizione ne fu poi padrona la Contessa Matilde e in questo periodo divenne centro transitabile. Lucca conquistò Castelnuovo net 1248 e Castruccio Castracani ampliò la fortezza net 1324. Net 1430 la città passò agli Estensi - ebbe come governatore anche Ludovico Ariosto - e rimase loro fino all'Unità d'Italia, salvo la parentesi napoleonica.